lunedì, Luglio 4, 2022

HomeLast NewsTra Smart working e presenza, il Futuro del Lavoro è ibrido?

Tra Smart working e presenza, il Futuro del Lavoro è ibrido?

Tecnologia, Inclusività e Lavoro Ibrido

Il Futuro del Lavoro è realmente ibrido? Lo abbiamo chiesto a Pasquale Aiello, Presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale. La risposta del noto scienziato ed attivista dell’umanesimo digitale è stata decisa e puntuale:

Il futuro del lavoro è sicuramente ibrido. Non ho dubbi in merito, mentre ciò che mi preoccupa è la qualità e l’efficienza dell’ibridazione raggiungibile all’interno dei sistemi organizzativi italiani”.

Aiello continua ponendo l’accento sulla scarsa capacità di riorganizzazione dei modelli di produzione del valore nel settore pubblico e privato:

Le Aziende e le Pubbliche Amministrazioni soffrono di differenti malattie benché scatenate dallo stesso agente patogeno, la retrotopia“.

Il Presidente dell’ENTD colloca, ben prima dell’arrivo della pandemia, la scarsa reazione del legislatore e di una parte della classe imprenditoriale e manageriale, alle richieste sociali, non differibili, di cambiamento:

Sicuramente il legislatore non ha mostrato la volontà, il coraggio, lo slancio e la capacità di gestire i cambiamenti socioculturali, economici e geopolitici che si stavano palesando in Italia già dal 2016. La Trasformazione Digitale e la Quarta Rivoluzione industriale stavano bussando alla porta del Paese da tempo. Tali fenomeni, ormai maturi, hanno sfondato con violenza quella porta che nessuno voleva aprire“.

Il Presidente dell’ENTD continua:

Il corretto utilizzo della Tecnologia in un’ottica di inclusività nei luoghi di lavoro insieme allo stesso Lavoro Ibrido sono le sfide dei prossimi mesi per imprenditori, manager, decisori pubblici e privati e per il Paese tutto. Nel corso degli ultimi 5 anni abbiamo assistito ad una metamorfosi del mondo del lavoro, cambiamento dettato in buona parte da cause di forza maggiore. In Italia, tuttavia, la risposta a tale cambiamento non ha prodotto gli effetti auspicati. L’adozione dello Smart Working e conseguentemente del Lavoro ibrido è risultata essere confusa e priva di una visione d’insieme, sia nel Pubblico che nel Privato, tranne lodevoli eccezioni“.

A questo punto Pasquale Aiello introduce il suo modello delle 7C (Le 7 Challenges) per la gestione del lavoro ibrido:

Una cosa è chiara sul futuro del lavoro che, almeno nel breve termine e forse anche nel medio e lungo periodo, le modalità di lavoro ibride saranno la norma per molte realtà produttive. Una delle chiavi del successo per le aziende sarà la formazione, il corretto utilizzo delle giuste tecnologie ed il coinvolgimento dei propri collaboratori. La comprensione, l’adozione ed il successo dell’ottimizzazione delle 7C, sarà fondamentale per l’applicazione dello lavoro agile ed il lavoro ibrido“.

Le 7C per l’adozione del lavoro agile ed ibrido introdotte da Pasquale Aiello sono:

  1. Contesto
  2. Comunicazione
  3. Coordinazione
  4. Connessione
  5. Creatività
  6. Cultura
  7. Crescita personale e professionale

Analizziamo le prime due (Contesto e Comunicazione) delle 7C (Le 7 Challenges) indicate da Pasquale Aiello per adottare in modo efficace il modello di Lavoro Ibrido.

Contesto

Per costruire condizioni ottimali per l’adozione del lavoro agile e del lavoro ibrido è necessaria una bonifica del luogo dove si genera valore. Le prime criticità da affrontare sono:

  • Confusione tra flessibilità ed autonomia;
  • Assenza di valutazioni delle performance discrete, costruttive ed efficaci;
  • Assenza di feedback in prospettiva di un miglioramento continuo;
  • Welfare occupazionale;
  • Scarsa attenzione verso l’esclusione, la separazione e l’integrazione di parte della popolazione. Senza la gestione di questi fenomeni non si può parlare di inclusione sociale;
  • Babysitting istituzionale;
  • Paura del cambiamento;
  • Processi operativi non integrati e disomogenei;
  • Elevati costi e tempi di adeguamento delle strutture informatiche;
  • Difficoltà nel fornire strumenti pronti all’uso e semplici nell’utilizzo quotidiano;
  • Assenza di un unico database centralizzato e cultura del dato;
  • Informazioni e procedure frammentate e di difficile lettura;
  • Prescrittività dei processi e ridotto range di personalizzazione in autonomia;
  • Mancanza di reportistica facile da consultare, soprattutto per i manager, decisori e legislatore;
  • Difficoltà nel capire le esigenze degli utenti per mancanza di dati e scarso presidio dei territori;

Comunicazione

L’utilizzo crescente della tecnologia ed in particolar modo della tecnologia digitale ha creato dei vuoti di comunicazione in gran parte dei lavoratori. Con il Lock-down le persone hanno dovuto superare lacune e difficoltà tecnologiche quando il lavoro remoto era l’unica, o quasi, modalità di lavoro possibile. Il passaggio al lavoro ibrido, oggi, può essere ancora più difficile in relazione alla differente modalità di approccio di ciascun individuo nell’utilizzo della tecnologia digitale, creando disomogeneità dinanzi all’utilizzo di nuovi strumenti.

La comunicazione nei team remoti e ibridi può essere complicata dal fatto che alcune persone si sentono più a loro agio a comunicare tramite sistemi di videoconferenza o ad utilizzare una determinata tecnologia rispetto ad altri. Questo gap si aggiunge alle preesistenti differenze di potere, status, carattere, ruolo, conoscenze, lingua e livello di coinvolgimento che già creavano barriere nella comunicazione negli ambienti di lavoro in presenza.

Le altre sfide legate all’adozione del lavoro agile ed ibrido saranno oggetto di discussione nella diretta live Tecnologia, Inclusività e Lavoro Ibrido organizzata da Dell e che vedrà proprio Pasquale Aiello al fianco di Filippo Ligresti, General Manager e Vicepresidente di Dell Italia.

Arcangelo Pieretti
Riproduzione riservata ©

 

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Recent Comments