lunedì, Maggio 23, 2022

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Lavoro e Smart Working: l’ENTD chiede al Governo “scelte strutturali ed innovative di responsabilità sociale”

Dopo le affermazioni di Brunetta al Messaggero sullo smart working la comunità scientifica e il tessuto sociale hanno chiesto all’unisono un passo indietro al Ministro.

Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe “Bisogna limitare i contatti sociali, magari incrementando lo smart working.”

Pasquale Aiello, presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale ha da sempre cercato il motivo di resistenza al lavoro a distanza, spesso impropriamente associato al termine Smart Working ed ha dichiarato “Il lavoro a distanza, ovviamente, non è per tutti ma inevitabilmente implica la digitalizzazione e quindi la messa in trasparenza di procedure e processi. Forse è questo che spaventa più di ogni altra cosa?”

Fare un passo indietro a volte è imbarazzante. Così nasce la circolare Brunetta-Orlando. Finora il primo aveva pedalato da solo, oggi va in tandem. 

I governanti sono consapevoli di non essere immuni da responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Per contenere i contagi e tutelare la salute, da una parte il Governo impone l’obbligo vaccinale Over 50 ed il Prof. Sabino Cassese avverte “Le responsabilità di eventuali effetti avversi sono a carico dello Stato”, dall’altra si fa sempre più strada nel Paese l’idea che le posizioni politiche intransigenti o rinviate possono essere corresponsabili dell’aggravarsi della situazione dei contagi. 

Ed ecco allora che spunta una circolare a doppia firma. Ma questa Circolare è veramente la panacea di ogni problema inerente ai contagi?

Qualche giorno fa, alla domanda relativa allo Smart Working “Qualora l’emergenza dei contagi si dovesse aggravare in modo ancora più drastico cosa succederebbe?” il Ministro aveva risposto: “In quel caso basterebbe una mia circolare per invitare le amministrazioni a fare le scelte opportune: alcune avranno bisogno del lavoro agile, altre no”

La situazione pandemica non sembra essere cambiata, la circolare è stata firmata.

Il Presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale aveva già affermatoNon servirà una circolare del Ministro (…) Ogni amministrazione ha già gli strumenti e le competenze per valutare autonomamente se ricorrere o meno allo Smart working.” 

E così è stato. 

La circolare recita testualmente: 

Immagine che contiene testo

Descrizione generata automaticamente
La circolare Brunetta – Orlando

Allora delle due l’una: o la circolare non serviva perché un manager pubblico ha già gli strumenti, la competenza e la responsabilità di programmare il lavoro agile oppure – e la circolare sembrerebbe confermare questa interpretazione – il Ministro ha fatto un passo indietro. In questa seconda ipotesi, si potrebbe intravedere l’avvio di quel cambiamento da lungo tempo invocato dall’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale (ENTD) secondo il quale “Sarebbe da improvvidi non vedere le problematiche che frenano il cambiamento e l’adozione di nuovi modelli organizzativi e di lavoro in Italia”.

Così Pasquale Aiello, Presidente dell’ENTD, chiede oggi al Governo “scelte strutturali ed innovative di responsabilità sociale” con lo sguardo sempre rivolto all’Europa ed al contesto internazionale che deve vedere protagonista il Paese”.

 

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